mar 08 2010

Massacro in Nigeria , uccisi a colpi di macete , nella notte 500 persone.

Tag:Tag , , , , Milosz @ 23:12

Come si fà ancora ad uccidere in mezzo a tanta sofferenza? Come si fà ancora ad uccidere in mezzo alla malattia, all’impotenza umana alle grandi catastrofi naturali, come si fà ad uccidere pur avendo visto tutta questa miseria, come si fà ad uccidere malgrado tanto dolore e tanta paura, come si fà ad uccidere esseri indifesi che non hanno fatto nulla? Cosa puo’ generare tutto questo, tanto male. Come si puo’ essere così?

Perchè non si è semplici? Se si fosse semplici, se semplicemente si seguisse il proprio cuore la propria natura , non occorrerebbe essere governati per sapere cosa fare.

Da soli non possiamo fare nulla, è il cuore dell’uomo che è perso, un nero fumo come pece, lo insidia, nasconde, ottenebra, toglie la luce, spezza, divide, tronca, si alimenta di vita desiderandone una forse, una ma senza sapere cos’è.

Ed allora si prende cio’ a cui non si puo’ arrivare, si ruba e si perde, ma è la morte che prende tutti i violenti, i massacratori, piu’ forti per una lama in mano..

Dio Onnipotente , abbi pietà degli uomini e tocca il cuore a quella gente e consola i piccoli. Questa paura, questo terrore , questi occhi resteranno in giro e Dio come potrà avere pietà ancora di noi, noi che non ne abbiamo per i nostri piccoli, per le nostre donne, per i nostri simili? Ed io cosa posso fare in mezzo a tutto questo odio, in mezzo a tutta questa sete di potere.
Basta essere un po’ diversi, per sentirsi superiori, perchè questa smania di predominio, perchè?

E i sistemi politici , i piu’ “avanzati” fanno la conta dei morti e non sanno ancora riconoscere, hanno pietà ma non riescono  lasciare nulla dei loro privilegi, vorrebbero cambiare le cose, ma partono da cio’ che pensano aver conquistato, invce bisogna riconoscere che è il cuore dell’uomo che deve convertirsi alla Luce.

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mar 08 2010

8 marzo: la festa della donna, la festa dell’omologazione e della eliminazione delle differenze?

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mar 07 2010

Iraq: i cristiani privati persino dei diritti di cittadinanza…

Tag:Milosz @ 13:17

In Iraq i cristiani sono costretti alla fuga. Le statistiche ufficiali ci dicono che i morti tra i cristiani sono esponenzialmente di più oggi rispetto ai tempi delle persecuzioni ad opera dei Giudei prima e poi dei Romani nei primi secoli.Lo ha detto il Vescovo Nona di Mosul. Si stà portando avanti il progetto di confinare i cristiani nella piana di Ninive, dove non c’è nulla. Un ghetto, in cui tenere la minoranza. Persecuzioni per odio e per giungere a questo, continuano le vittime.  I cristiani di Mosul sono costretti alla fuga : a centinaia abbandonano la città lasciando tutto nelle case senza portare nulla con sè. L’Iraq frantumato ancor di piu’ dalle potenze straniere,  ha bisogno di un piano che aiuti il dialogo e la pace. Ma la comunità cristiana per una certa prassi comune in tutto il mondo li vuole privati persino dei diritti di cittadinanza…

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mar 07 2010

Gabriel Garcia Moreno Presidente dell’Ecuador, martire

Guayaquil, Ecuador, 24 dicembre 1821 – Quito, Ecuador, 6 agosto 1875 ( di Rino Camilleri)

Gabriel García Moreno nacque a Guayaquil il 24-12-1821 (la città indipendente dal 1820, fece parte della Grande Colombia dal 1822 e dopo lo scioglimento di quest’ultima, dal 1830 all’Ecuador),

Studiò a Parigi (1854) e fu poi nominato rettore dell’Università di Quito (1856-1857). Dopo aver attivamente partecipato ai moti di Guayaquil del 1859, dominò la vita dell’Ecuador, essendo capo del partito dei conservatori cattolici intransigenti.

Eletto Presidente della Repubblica (1861-1865), promulgò nello stesso anno una Costituzione che istituiva il suffragio universale.

Nel 1863 firmò col Vaticano un Concordato; instaurò un regime teocratico, soppresse la libertà di stampa, riservò l’insegnamento alle Congregazioni religiose specie ai Gesuiti, affidò l’amministrazione della giustizia alle autorità ecclesiastiche e infine consacrò l’Ecuador al Sacro Cuore di Gesù.

Ritornato al potere nel 1869, promulgò una nuova Costituzione, ma nonostante un’amministrazione fiscale abile e prosperosa, entrò in contrasto con l’opposizione liberale (accentuatamente anticlericale) capeggiata dallo scrittore Juan Montalvo.

Governò l’Ecuador con poteri dittatoriali fino 6 agosto 1875, quando fu assassinato; seguì una lunga guerra civile fra i due partiti dei conservatori, rappresentanti gli interessi dei feudatari della Sierra e dei liberali rappresentanti della borghesia costiera.

Il 30 gennaio 1985, in occasione della visita in Ecuador, Giovanni Paolo II ha rinnovato l’atto di consacrazione dell’Ecuador al Sacro Cuore di Gesù, ripetendo letteralmente quello pronunciato il 25 marzo 1874 dall’allora Presidente della repubblica Ecuadoriana, don Gabriel Garcia Moreno.

Noi, abituati a ben altri atti politici, difficilmente riusciamo ad immaginare un Presidente intento in enunciazioni di principio siffatte e una Costituzione Repubblicana che preamboli riferendosi direttamente al Re dei Re. Eppure è accaduto, e in tempi non certo meno difficili, giusto all’indomani della breccia di Porta Pia, in quel Sudamerica ove i circoli massonici provocavano rivoluzioni e colpi di mano militari quasi a getto continuo.

L’intuizione di fondo di Garcia Moreno fu che l’unità e l’identità del suo popolo riposavano sul cattolicesimo e non su pezzi di carta più o meno solenni. Egli riuscì in pochi anni a pacificare e a far prosperare il suo Paese, applicando semplicemente i principi della Dottrina Sociale Cattolica. E il successo del suo progetto è testimoniato proprio dal tragico epilogo della sua vicenda: i propugnatori della laicizzazione totale dello Stato non ebbero altra risorsa – dopo aver tentato tutte le vie; non escluse l’insurrezione armata e la propaganda diffamatoria – che quella del pugnale. Garcia Moreno venne infatti assassinato mentre usciva dalla cattedrale il 6 agosto 1875, il giorno prima del suo mandato presidenziale.

Prima di tracciare la figura e l’opera di questo politico cattolico (che riuscì persino a diminuire le tasse), vediamo qual era la situazione del Sudamerica a quel tempo.

Il continente delle rivoluzioni

Chi ha visto il film “Mission” può farsi un’idea di quel che fosse il Sudamerica prima di Bolivar. La tratta degli schiavi, propugnata da illuministi come Voltaire e il marchese di Pombal, l’espulsione dei Gesuiti, lo sfruttamento sistematico e congiunto sia da parte di sovrani “illuminati”, come quelli di Francia e Inghilterra, sia dai “cattlicissimi” di Spagna e Portogallo, avevano fatto di quello sventurato continente terra di saccheggio e di massacro.

L’indipendenza – ottenuta come quella italiana – non fu altro che cambiar padrone e passare dal servaggio all’aristocrazia “illuminata” e cicisbea a quella più odiosa del denaro. C’è un altro film a questo proposito che meriterebbe esser rivisto: “Queimada”, di Gillo Pontecorvo. L’”anima” delle varie “indipendenze” era, come al solito, l’Inghilterra, che con la sovversione e le dottrine economiche di Ricardo andava convincendo i popoli della terra dei vantaggi della sua supremazia.

Il “libertador” Simon Bolivar aveva quasi immediatamente visto la sua opera degenerare in un inferno continuo di “liberazioni”, l’una dietro l’altra, dal tiranno di turno. Nel 1822 sulle mura di Quito si leggeva una frase tracciata da mano anonima, che riassumeva la situazione: “Ultimo dìa del despotismo, y el primero del lo mismo”. Gli ecuadoregni avevano perfettamente capito, pur senza aver letto il “Gattopardo”.

Bolivar doveva vedere coi suoi occhi lo sfacelo di quel aveva creato e i suoi generali – come quelli di Alessandro Magno – dividersene gli avanzi.
Continua”Gabriel Garcia Moreno Presidente dell’Ecuador, martire”

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mar 05 2010

USA : Il genocidio degli armeni irrita la Turchia.

Tag:Tag , Milosz @ 0:42

Per la Commissione Affari Esteri del Senato USA quello avvenuto tra il 1915 e il 1917 a danno degli armeni fu “genocidio”. Il massacro di milioni di armeni durante la Prima guerra mondiale fu un genocidio. Lo stabilisce la risoluzione numero 252 approvata dalla Commissione Affari esteri degli Stati Uniti, con 23 voti a favore e 22 contrari. Il voto della Commissione non è vincolante ma è un passo per la risoluzione ufficiale del Congresso. La Commissione si è espressa in tal senso, aprendo di fatto una crisi diplomatica con la Turchia nonostante l’amministrazione Obama avesse fatto di tutto per evitarla.

Mi domando: ma come fanno i governanti ed i benpensanti di uno stato pensare che basti negare il passato e che così si possa avere una migliore “faccia”, si possa avere piu’ rispettabilità , giustizia e coesione nazionale e balle del genere anzichè… essere aperti alla storia e ammettendo colpe, oltretutto, non proprie? Anziche essere appassionati alla verità tutta intera e non a dirigere le menti, fosse anche per il bene comune, farebbe bene il governo turco a dimostrare verso dove vuole andare. Non basta strappare il libro della storia per cambiare la realtà, la realtà si cambia con il perdono e l’amore per quello che c’è, interrogandosi ed interrogando sul senso delle cose e della storia. Tutte le guerre sono state dette effettuate per il bene comune… Si chiama all’occorrenza nazionalismo, la menzogna puo’ fungere da collante con l’esaltazione dei miti artificiosamente creati o la rimozione dei massacri fatti in nome di “nobili” “ideali”, si chiama liberalismo, si chiama comunismo, si chiama fascismo si chiama ideologia, un sistema che vuole pretendere di realizzare un supremo bene dell’uomo … gli USA con tutti i suoi limiti ed errori fondati su una anomalia?

Segnalo inoltre  gli articoli pubblicati da  Storia Libera:

Beato Ignazio (Choukrallah) Maloyan, vescovo e martire
Campi nel mondo, il genocidio degli Armeni – Mariacristina NASI
Ecco le nuove vittime del genocidio armeno – Marina GERSONY
Il genocidio negato del popolo armeno – Paolo GRANZOTTO
Il nodo del massacro – Filippo FACCI
Il primo Olocausto del ‘900 che la Turchia continua a negare – Filippo FACCI
La sindrome armena – Luigi GENINAZZI
La «Masseria delle Allodole» denuncia il genocidio armeno
L’altro genocidio – Maurizio STEFANINI
L’olocausto delle donne che insanguinò l’alba del ‘900 – Jacques RHÉTORÉ
Minacciato di morte: “ho raccontato il genocidio armeno” – Alberto ROSSELLI
Non dimenticare il genocidio armeno – Antonia ARSLAN
Un velo sulla Storia – Filippo FACCI

RISORSE sull’argomento:

Collegamento a: “DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DEL GENOCIDIO

Collegamento al documento: “La Turchia in Europa: un pericolo sottovalutato”.

http://www.homolaicus.com/storia/contemporanea/armenia/images/sopra.htm

http://www.zadigweb.it/amis/ric.asp?id=4

http://www.storiain.net/arret/num99/artic4.asp

http://freeweb.dnet.it/liberi/turchia/turc_eur.htm

Biblografia:

* Un utile testo di riferimento per approfondire la vicenda armena, ma anche molti altri genocidi del XX secolo, è costituito dal testo di Yves Ternon “Lo Stato Criminale”, che, tra gli altri, ho preso a riferimento nella stesura della pagina.

* Un altro testo molto sintetico ma altrettanto significativo è “Breve Storia del Genocidio Armeno” di Claude Mutafian e Metz Yeghérn ed. Guerini ed Associati che ripercorre tutte le fasi del genocidio in modo preciso ed essenziale.

* Un testo fondamentale è “I quaranta giorni del Mussa Dagh” scritto nel 1933 da F. Werfel ed edito da Mondadori. A questo testo si deve in pratica la memoria che in Italia si ha del genocidio.

* Un secondo romanzo molto toccante e significativo scritto da V. Katcha è “Il pugnale nel giardino. La saga degli Armeni” edito da Sonzogno nel 1982.

* Il testo HAYASTAN, Diario di un viaggio in Armenia scritto da Alice Tachdjian Polgrossi è un reportage che parla degli armeni e della loro repubblica. Edizioni del Girasole.

* Per alcune notizie sulla storia degli armeni apostolici è utile il testo “Le minoranze religiose in Italia” di Silvio Ferrari e Giovan Battista Varnier, edizioni San Paolo.

* Tutti i volumi di P. Kuciukian come Le terre di Nairì. Viaggi in Armenia editi da Guerini.

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feb 28 2010

spesso il Vaticano lascia che il primo affondo nei confronti di teologi poco graditi venga effettuato dai gesuiti

Tag:Tag , , Milosz @ 1:37

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feb 23 2010

Caffarra: tutta la verità su matrimonio e unioni omosessuali

il Card. Caffarra, non è tra coloro che tacciono. Parla e parla chiaro, evitandoci la fatica di doverlo interpretare. Nel documento pubblicato il 14 febbraio, si dicono essenzialmente sette cose.

Primo: il matrimonio è un’istituzione fondamentale per l’umanità, un «bene pubblico» di rilevanza giuridica, il che spiega perché lo Stato riservi agli sposi un trattamento di favore. Allo stesso tempo, il matrimonio attraversa una crisi che Caffarra definisce senza precedenti. La crisi non si colloca tanto sul piano delle debolezze personali – ci sono tanti divorzi e separazioni – quanto sul piano del bene del “giudizio circa il bene del matrimonio”. I nostri contemporanei non capiscono più quanto sia prezioso l’istituto matrimoniale.

Continua”Caffarra: tutta la verità su matrimonio e unioni omosessuali”

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feb 22 2010

La rapida scomparsa delle forme di cortesia può aver come punto finale soltanto la “naturalezza” assoluta

[…] Così il crollo delle tradizioni dell’Occidente nel campo dell’abbigliamento, corrose sempre più dal nudismo, tende ovviamente alla comparsa o al consolidamento d’abitudini nelle quali si tollererà, a esagerare, la cintura di penne d’uccello di certe tribù, alternata, dove il freddo lo richieda, a coperte più o meno simili a quelle usate dai lapponi. La rapida scomparsa delle forme di cortesia può aver come punto finale soltanto la “naturalezza” assoluta (per usare solo questo aggettivo) del tratto tribale. La crescente avversione per tutto quanto è ragionato, strutturato e metodico può condurre soltanto, nei suoi ultimi parossismi, al perpetuo e fantasioso vagabondaggio della vita nelle selve, alternata, anch’essa, al disimpegno istintivo e quasi meccanico di alcune attività assolutamente indispensabili alla vita. L’avversione allo sforzo intellettuale, all’astrazione, alla teorizzazione, alla dottrina, può portare soltanto, in ultima analisi, a un’ipertrofia dei sensi e dell’immaginazione, a quella “civiltà dell’immagine” sulla quale Paolo VI ha ritenuto di dover attirare l’attenzione dell’umanità. (Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, Parte III, Cp. III, 2 B - Prof. Plinio Corrêa de Oliveira, “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”)

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feb 22 2010

sussidiarionet : la convenienza umana del cristianesimo

Tag:Milosz @ 23:40

«Sono persuaso che a proposito del fatto religioso in genere, e del cristianesimo in particolare, tutti crediamo già di sapere. Invece non è impossibile, riaffrontandolo, approdare a qualche aspetto di conoscenza nuova»

dopo gli anni 50′ si stava creando  «Una situazione che vedeva i cristiani autoeliminarsi educatamente dalla vita pubblica, dalla cultura, dalle realtà popolari, fra gli incoraggianti applausi e il cordiale consenso delle forze politiche e culturali che miravano a sostituirli sulla scena del nostro paese».

«Mi apparve allora chiaro che una tradizione, o in genere un’esperienza umana, non possono sfidare la storia, non possono sussistere nel fluire del tempo, se non nella misura in cui giungono a esprimersi e a comunicarsi secondo modi che abbiano una dignità culturale».

«Se la persona di Cristo dà senso ad ogni persona e ad ogni cosa, non c’è nulla al mondo e nella nostra vita che possa vivere a sé, che possa evitare di essere legato invincibilmente a Lui. Quindi la vera dimensione culturale cristiana si attua nel confronto tra la verità della sua persona e la nostra vita in tutte le sue implicazioni».

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feb 22 2010

drammatico appello per fermare il massacro dei cristiani in Iraq

Tag:Tag , , Milosz @ 23:06

ROMA, 22 febbraio 10 / 07:10 (ACI)

Dopo il recente assassinio di quattro cristiani a Mosul, in Iraq, il patriarca vicario caldeo (cattolico) da Baghdad, Mons. Shlemon Warduni, ha fatto una drammatico appello per fermare il massacro dei cristiani nel paese.

Mons. Shleimun Warduni, patriarca vicario caldeo: “La situazione è tragica”  dice riferendosi a ciò che sta accadendo a Mosul dove in quattro giorni sono stati uccisi a sangue freddo quattro cristiani.

“Ho appena parlato con il vescovo di Mosul, Mons. Nona” continua il prelato “che me lo ha confermato. Noi cristiani siamo vittime innocenti, non abbiamo mai fatto del male a nessuno, vogliamo solo vivere in pace nel nostro paese. Se non ci vogliono qui, se vogliono sradicarci dalla nostra terra, lo dicano, altrimenti ci lascino in pace.”

C’è disperazione ma anche rabbia nella voce del vescovo che si appella a Dio perchè apra le menti ed i cuori di chi compie questi delitti al bene ed alla verità, ma anche – e per l’ennesima volta – a chi ha il dovere di proteggere i cittadini cristiani “cittadini come tutti gli altri, con gli stessi doveri e diritti”: “il governo locale, ma soprattutto il governo nazionale iracheno che non sta facendo nulla per fermare questo massacro.”

“Chiediamo anche all’intera comunità internazionale che faccia pressione sui propri governi e che a loro volta questi, per quanto possono, la facciano sul governo iracheno. In particolare mi rivolgo alla comunità irachena cristiana che vive negli Stati Uniti e che soffre per quanto sta succedendo nella madre patria: scrivete ai vostri delegati al Congresso, riportate presso il governo americano le nostre richieste di aiuto. La comunità irachena cristiana non deve morire. Tutti lo dicono nel mondo. Allora aiutateci a vivere ed a continuare non solo a testimoniare il Vangelo come facciamo da secoli ma anche a rimanere ciò che siamo: iracheni!”

E’ triste ascoltare le parole di Mons. Warduni. Triste ripeterle. Per quante volte ancora gli iracheni cristiani dovranno chiedere il nostro aiuto per continuare a vivere? E noi, cosa possiamo fare noi per aiutarli? Possiamo fermare le mani degli assassini?

No. Possiamo però usare tutti i mezzi a nostra disposizione per diffondere i loro appelli, per far sì che la tragedia che stanno vivendo non venga ignorata.

Perchè loro almeno sappiano che non li abbiamo dimenticati. Facciamolo!

fonte: Baghdadhope,

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feb 22 2010

In Italia a scuola non si puo’ celebrare messa a scuola perchè “laica”…e come in India non è garantita la libertà religiosa

Tag:Tag , Milosz @ 15:57

Pochi giorni fà,  a Pescara un ragazzo di 18 anni che frequentava un liceo è morto in un incidente stradale, i suoi compagni di classe hanno chiesto di fare una messa a scuola. La richiesta è arrivata al Preside , il quale si è opposto , ne è nato una accesa conversazione con gli studenti con due posizioni opposte. Agli studenti sembrava una cosa ragionevole una messa per il proprio amico ma il Preside ha giustificato il proprio diniego “perchè” a scuola non si puo’ , perchè la scuola è laica, la messa si puo’ fare in Chiesa…”. Uno studente ha obiettato : Signor Preside la scuola è laica ma non per forza questo vuol dire che è  atea!”

Perchè racconto questo fatto ? Cosa c’entra con l’India?
Beh, quella del preside  è propria  la posizione largamente condivisa da tutte le nostre  istituzioni “pubbliche”, il Preside ha fatto il suo dovere, no?
Le nostre istituzioni orgogliose della propria Unità, prossime a festeggiarne il proprio 150° anniversario, presentandosi al mondo intero come “sistema” ma senza idendità culturale (e quindi senza giudizio unimamente condiviso , senza una reale pace al proprio interno), preoccupate solo a dettare regole, si fanno  responsabili di ogni violenza in Italia e nel  mondo: dalla mancata difesa dei cristiani alle contraddittorie decisioni economiche .  Come prendere una posizione originariamente vera , se non si parte da sè stessi?


Se addirittura a scuola non si facilita, ma si ostacola  i ragazzi a prendere posizione e ad appassionarsi,( il contrario di educare, il contrario di “scuola”) come sperare che con questa logica di portare la pace e la giustizia  nel mondo?

Penso sia sufficiente. La pregiudiziale anticattolica c’è , c’è eccome! C’è alla radice e questo non è mai cambiato.
C’è una visione ben precisa dell’uomo che confligge con quella cristiana. E siccome la concezione dell’uomo per noi cattolici  è “universale” e quella della scuola è “laica”(ma leggi: “atea”, come abbiamo visto..),   si dice giusto confinare l’ambito della fede nelle chiese, così facendo
nei fatti si proclama e si persegue  la repressione di qualsiasi  libertà religiosa . Anzichè parlare della libertà religiosa in Italia si preferisce spostare l’attenzione sui ricorrenti  dibattiti pro o contro chador… spostare l’ambito del dibattito all’esterno senza intraprendere  un serio dibattito…

L’impostazione della scuola e delle istituizioni infatti non è laica, è atea. Una pseudo religiosità si tollera a malapena per avvallare i propri miti e i propri “valori”.  La religione in chiave Unitaria è tollerata se  funzionale allo Stato…

E’ un fatto gravissimo, questo conferma che anche da noi la mentalità è la stessa, si reprime la libertà individuale come nei paesi in cui c’è una persecuzione aperta, da noi c’è ma è piu’ subdola.

Questa è la scuola pubblica, che “garantisce ” la libertà e che poi si lamenta che i nostri giovani sono così strani, imperturbabili, indifferenti, cosi soggetti alle mode, senza pensieri propri, cinici,…e si chiede come mai….

C’è un progetto e una visione dell’esistenza dell’uomo e del mondo che è nemica della fede cristiana, la scuola pubblica si è autolegittimata a  detentrice  e paladina della laicità e della libertà, proprio come nell’inizio del risorgimento italiano. Questo progetto  non si è esaurito con l’Unità d’Italia perchè il fine non era l’Unità d’Italia semplicemente ma la libertà ed il “progresso” del popolo. Progresso da che? dalla chiesa cattolica, è l”emancipazione” dall”oscurantismo ” della chiesa cattolica. Questo progetto di distruzione è ancora in atto con la demolizione dell’umano.
Però tutto è fatto in modo il piu’ possibile indolore, ottundendo le coscienze con i  metodi usuali.

Anche da noi, come in India,  viene fatta ogni giorno la caricatura di Gesù Cristo,  sostituendolo da sommo Artefice, dal Padre, dal Cristo storico, indicandolo non come fatto presente ma come idolo, invenzione Ma se  “La nostra umanità è per riconoscere Cristo” (dice don Julian Carron ), come allora escluderlo dalla scuola, come escludere dalla scuola ogni dimensione religiosa, come estromettere questo bisogno immanente nell’uomo, in funzione del quale la scuola stessa esiste?

Questa è l’ennesima prova che il progetto  è ben chiaro ed è in atto, si gioca tutto sulla sperata anestetazzione del popolo italiano.

In tutto il mondo i cristiani sono apertamente invisi e perseguitati, a fronte di cio’ cosa abbiamo noi? Vietiamo di dire messa a scuola perchè la scuola è laica. Come allora riporre una qualche speranza della nostra diplomazia  che si muove con i suoi  codici, con le stesse regole, con le stesse logiche,  con le proprie equidistanze, con le convenzioni,  che con questi stessi criteri esclude ai vertici dell’Unione Europea,  la presenza di uomini seriamente impegnati con la propria umanità ?
Questa stessa incongruità    forse, porterà l’Iran nei prossimi giorni a presiedere
la Commissione per la vigilanza del rispetto dei diritti umani all’ONU ed ha portato in India sui testi scolastici la caricatura di Cristo, dappertutto,  da sempre delegittimare ed essere laici  è  il modo migliore per eliminare chi si è , Come? Spostando le nostre esistenze su altri piani, frammentando, eliminando ogni momento che possa suscitare domande..  (Vietato Parlare)

Continua”In Italia a scuola non si puo’ celebrare messa a scuola perchè “laica”…e come in India non è garantita la libertà religiosa”

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feb 22 2010

Non dimenticare …

Tag:Tag Milosz @ 1:27

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feb 21 2010

Venezuela…in onda senza orario

Tag:Tag , Milosz @ 1:43

10/2/2010 (da libera cuba)

Venezuela/ Chavez inaugura nuovo programma radiofonico

“Chavez all’improvviso” in onda senza ora “Ogni qualvolta sentirete il suono di un’arpa, potrebbe trattarsi di… ‘Chavez all’improvviso’”: il nuovo programma radiofonico che ha come protagonista il Presidente venezuelano – sottotitolo: “la guerriglia radiofonica” – avrà infatti, come spiegato dallo stesso illustre anchor man, la caratteristica di poter essere trasmesso a sorpresa a qualsiasi ora del giorno.

Come riporta il quotidiano spagnolo El Pais, di fatto il Presidente potrà occupare i canali nazionali ogni qualvolta lo considererà opportuno, “anche alle tre del mattino”, come ha avvertito il leader bolivariano nella sua prima trasmissione.
Continua”Venezuela…in onda senza orario”

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